martedì 16 febbraio 2016

Rinvio. Come, e perché

L'assemblea dei soci di giovedì per decidere il futuro della Mens Sana sarà rinviata. Non si presenterà il socio di maggioranza, probabilmente. Le modalità tecniche si vedranno, la sostanza è che ci si riaggiorna agli inizi di marzo in una data da definire, forse nella prima settimana, magari il 7, questo lo decideranno gli amministratori attuali (che dunque al momento non troveranno nessuno ad accogliere le loro dimissioni).

Forse riuscendo in parte a sminare il clima pesante che si annunciava per Mens Sana-Omegna, è la più immediata conseguenza di una giornata che, con la Giunta della Polisportiva, ha di fatto anticipato in un'altra sede i temi del momento, e li ha fatti emergere. Non solo la decisione sull'assemblea, ma anche un'idea sulle strade che si stanno seguendo. Per snocciolarne solo un paio, in soldoni: i 300mila euro su cui apparentemente si può contare e i 100mila di tagli richiesti al basket.

E' il frutto delle conclusioni di un lavoro che ha una cabina di regia a cui ha deciso di affidarsi la Giunta guidata dal neo-presidente Antonio Saccone, con Leonardo Tafani in rappresentanza diciamo del Comune, Filippo Mascia della Polisportiva di cui è direttore amministrativo, e Roberto De Marco della sezione basket di cui è revisore. In teoria sono rappresentati tutti i soggetti, nella pratica è così più a livello "tecnico" che "politico".

A quanto trapela, c'è fiducia di poter mettere insieme le risorse per farcela, sulla base del lavoro svolto. Come? Chi? Cosa? L'unico intervento di cui si ha notizia da tempo è quello di Emma Villas, nelle modalità note da subito, per un ammontare di circa 120mila euro. Resta il riserbo sul resto. Si deduce che una parte delle risorse potrebbero arrivare da fuori Siena (come da fuori arriveranno 80mila dello sponsor tecnico, quello attuale, MA NON per quest'anno, bensì per il prossimo).

Al momento di tirare le somme, si cercherà di capire anche che mano potranno dare il gruppo Lucchesini o il gruppo degli ex giocatori (se ne accennava ieri). Sicuramente oltre a quanto noto deve esserci dell'altro. Se andare in assemblea subito significava portare i libri in tribunale, il paio di settimane di tempo può servire per vagliare quanto emerso e per trasformare le disponibilità in concretezza. I prossimi giorni sono quelli degli incontri. Operativamente di tempo ne basta molto meno meno, dice chi dovrà occuparsene: questione di giorni se non ore, di fronte soggetti che hanno una volontà fattiva.

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Tutto nasce come noto dalla perdita di circa 300mila euro rilevata dalla semestrale al 31 dicembre 2015: una situazione che di fronte al codice civile non lascia alternative al ripianamento della perdita, alla messa in liquidazione o al fallimento in proprio. Operativamente e tecnicamente, non è un tipo di problema risolvibile (solo) con uno sponsor. Che arriverebbe adesso, e dunque con incassi che vanno a bilancio da adesso in poi, mentre la perdita al 31 dicembre richiede che si intervenga come soci per ripianare.

La Giunta si è data l'obiettivo di limitare quelle perdite che sono emerse dalla semestrale. I circa 300mila di perdita che risultano al 31 dicembre sono il massimo della soglia entro cui si ritiene l'intervento fattibile, oltre non ci sarebbe più niente da fare. I 300mila si trovano, forse, ma con i possibili nuovi soggetti in arrivo non aiuta sapere che a fine stagione ci saranno altri soldi da mettere. La proiezione di bilancio fino a giugno 2016 ha evidenziato una perdita prevista di 400mila euro. Rispetto ai 300mila affrontabili, ci sono 100mila euro di differenza. Il concetto è: mettere a punto delle azioni perché questi 100mila euro non ci siano più, per limarli altrove.

L'indirizzo della delibera di giunta agli amministratori del basket è trovare questi 100mila euro dal contenimento delle proprie spese. Ridimensionare le uscite, fare trasferte in un giorno invece che in due (come già a Latina), rinegoziare contratti (quasi metà squadra prende 1800-1500 euro al mese), dismetterne anche alcuni: a quanto risulta, sarebbe considerato dalla Giunta un segnale di risanamento, anche verso i possibili investitori. Se il nuovo presidente (successore di Marruganti) dà mandato al direttore sportivo (Marruganti) di agire in questa direzione, lui sarà tenuto a farlo. Ma poi c'è da fare i conti con quello che comporta.

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Nel mondo della realtà e dell'effettiva conoscenza e comprensione dell'argomento, è noto che i soldi per il roster sono circa un quarto del totale delle spese. Ovvero così bassi (230mila euro su base stagionale, dunque la metà sulla restante metà stagione) che qualsiasi intervento non porterebbe chissà quali risparmi. Mancano una decina di giorni alla chiusura del mercato, in cui piazzare eventualmente alcuni giocatori. Le regole limitano a tre le possibili uscite: già se n'era ragionato e anche riuscendo a mettere su piazza i tre ingaggi più alti (Roberts non conta, lo paga Dpi), si risparmierebbero non più di 50-60mila euro di stipendi, più poche migliaia di euro di buyout in una situazione del genere.

Che non è una cifra molto diversa da quella che entrerebbe invece dagli incassi di un paio di partite di playoff, a cui si arriverebbe mantenendo la posizione (e il roster). Quante risorse in più potranno mai arrivare per il maggiore impiego di giocatori italiani? Mai così tante. In più, rispetto allo status quo, ci sarebbero le minori entrate dei mancati incassi da botteghino per scarso appeal: oggi ci sono circa 500 spettatori di media che acquistano il biglietto ogni partita, ci saranno anche in una situazione del genere? E gli sponsor, anche quelli che si stanno coinvolgendo in queste ore, sarebbero contenti di legarsi a una realtà del genere? E quelli per il futuro si attraggono così?

Tutto senza avere ancora espresso giudizi (se la situazione lo richiede irrevocabilmente, resta solo da prenderne atto) sulla possibilità di vedere la Mens Sana chiudere con una squadra d'emergenza, solo per arrivare in fondo all'anno, mandando allo sbaraglio gente che non se lo merita, posto che riesca a mettersi nei prossimi giorni in una situazione di classifica sufficientemente tranquilla da poterselo permettere. Andranno fatte delle valutazioni, magari avere qualche giorno in più aiuterà a farle quanto più equilibrate possibile. Già ragionare sull'avere un futuro ha dell'incredibile. A un certo punto arriverà anche il momento della gratitudine. Ma prima le certezze.


4 commenti:

  1. Nel Vs. blog lo avevate già "suggerito" nel recente passato di fare operazioni di marketing per invogliare e far aumentare il numero di spettatori paganti (gli abbonati, ormai, quelli sono). Operazioni, queste,. che non mi pare aver visto fare.

    Non potrebbe essere lanciata una sorta di appello/chiamata ad essere presenti in modo da testimoniare l'attaccamento ai colori e dare un aiuto tangibile pagando il biglietto di ingresso?

    Sul web si leggono svariate e fantasiose iniziative di finanziamento da parte dei tifosi tramite versamenti e sottoscrizioni.
    Senza fare tanti sforzi di fantasia, ritengo sarebbe più facile versare questi "aiuti" sotto forma di acquisto biglietti di ingresso?

    In occasione del primo scudetto nel Palaestra entrarono quasi 10.000 persone (ben sopra alla capienza ufficiale)!
    Nelle recenti gare di A2 2015/2016 le presenze sono state sempre molto meno di 3000.
    Non credo si possa pensare, tramite appelli, di arrivare a 10.000 (eppoi, chissà in quanti, allora, pagarono il biglietto) ma un consistente numero di ingressi venduto penso aiuterebbe e non poco, per le prossime 5 partite casalinghe, a fare migliori conteggi.... e prendere migliori decisioni.

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  2. Dopo la partita di stasera con Omegna, la Mens Sana giocherà ancora 4 partite al Pala Estra. Proviamo a capitalizzare questa ultima fase del campionato proponendo un mini abbonamento da 40 euro con l'obiettivo di portare nuovi spettatori o riavvicinare chi veniva solo quando si vincevano gli scudetti. Se gli attuali 1.000 abbonati ne acquistano 2 ciascuno per regalarli a parenti, amici o semplici conoscenti la società incassa 80.000 euro. Chiediamo anche il coinvolgimento alle Contrade attraverso i Priori, le società di Contrada, gruppi donatori vendendo 30 mini abbonamenti a ciascuna (500 in totale) per altri 20.000 euro. Totale 100.000 euro da vendita di biglietti e 3.500 persone al Pala Estra che magari ci aiutano anche a vincere queste 4 partite e creano la basi per riaccendere l'entusiasmo intorno al basket a Siena.

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  3. Invece di chiedere alla società di tagliare le spese per 100.000 euro, aumentiamo gli incassi di 100.000 euro. Se la città mostra il suo orgoglio e l'attaccamento alla Mens Sana con una presenza di pubblico sa Serie A magari qualche sponsor sarà più invogliato a venire a Siena nel prossimo futuro

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  4. tanta gente non ha voglia di mettere ancora soldi di tasca propria.

    credo che una formula interessante potrebbe essere un segnale per la partita in casa con Agrigento: biglietto fisso a 20 euro, chiamata alle armi, se vogliono lo comprano anche gli abbonati, se uno ha voglia ne compra 2-3-4 come fossero quote.

    in fin dei conti, parliamoci chiaramente: non è che qualcuno si è messo in tasca qualcosa, quindi mettere dei soldi in più serve per chiudere in qualche modo la stagione, non per farci arricchire qualcuno.

    se funziona, hai un gruzzolo che puoi mettere sull'altro piatto della bilancia per evitare le cessioni (che frutterebbero 60-70mila). se non funziona e la piazza non risponde, c'è un altro giorno di mercato per piazzare i giocatori. e cosa fare lo ha deciso la piazza...

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