domenica 15 gennaio 2017

Tentativo di svolta

Erano quasi due mesi che la Mens Sana non vinceva due partite di fila. Lo ha fatto nel giro di quattro giorni, cancellando l'allergia ai doppi impegni settimanali conosciuta fin qui, battendo la prima (ex prima) e l'ultima del girone, in realtà molto più vicine nei valori di quanto dica la classifica. Non si cancella quello che è stato nel periodo delle sei sconfitte di fila e le riflessioni che ha innescato, ma il cambio di prospettiva è oggettivo, e non lo sminuisce il mancato ribaltamento della differenza canestri (78-71) contro una squadra a 10 punti di distanza in classifica come Scafati. Queste due partite possono essere una boccata d'ossigeno per poi tornare in apnea. Oppure due partite su cui (tornare a) costruire.

venerdì 13 gennaio 2017

Rinfrescare la Mens Sana

Una vittoria non risolve i problemi, tecnici, che hanno portato la Mens Sana a perdere sei partite. Ma certo aiuta a vivere in un clima migliore per lavorarci, su quei temi tecnici. Non che con una partita sia svoltata la stagione, siamo in un limbo che solo l'esito della partita di domenica con Scafati definirà meglio, ma di certo si è evitato il clima da settima sconfitta di fila, e aver battuto la capolista deve (anche artificialmente, autoconvincendosi) lasciare in eredità un po' di fiducia in più di una normale vittoria. Perché è vero che la squadra ha limiti oggettivi o caratteristiche comunque chiare, ma ci sono tante situazioni che possono migliorare.

Se certi spunti si vedono dall'esterno, figuriamoci per chi dall'interno lo fa di lavoro, ha gli occhi sulla squadra tutti i giorni, ci lavora tutti i giorni, e ha sicuramente più elementi per un'analisi ancora più chiara. Ma tra revoche di scudetti, sponsor che mancano, semestrali da chiudere vediamo come, revoche dell'agibilità, possibili squalifiche del campo per seggiole che volano, e chi più ne ha più ne metta, ogni tanto è bello anche ritrovare il gusto di tornare a parlare di basket. Anzi, più spesso possibile.

mercoledì 11 gennaio 2017

49 giorni dopo

Un peso tolto, una liberazione. Un patema, affrontato con la carica del fattore PalaSclavo, da cui la Mens Sana è uscita (74-68 all'overtime con Biella) trovando tra le proprie risorse (per una sera? per sempre? per ora e poi si vedrà?) qualcosa di più forte della paura di non vincere che monta dopo sei sconfitte di fila e 49 giorni senza muovere la classifica. Di fronte alla striscia negativa cresceva il movimento del "per forza, la squadra è scarsa". Anche fosse, in questo campionato (e l'avvio della Mens Sana l'ha dimostrato) non esiste divario tecnico che non si possa ridurre se non ribaltare con la differenza di energia, per arrivare a potersela giocare ogni partita. Anche con la prima in classifica.

Certo, Biella deve avere dei problemi al di là dell'assenza di Weathle se ha trovato la terza sconfitta in otto giorni, dopo che in tre mesi aveva perso due partite in tutto (vincendone 11 su 13). Ma dopo tante sfighe non c'è da chiedere scusa a nessuno se capita la sorte di trovare i migliori nel loro unico momento di vulnerabilità. Certo, il bel basket continua a essere diverso, ma di questo non frega veramente niente a nessuno. La serietà imporrebbe a fronte di una partita finita al supplementare di usare toni analoghi a quelli che ci sarebbero stati in caso di sconfitta, il famoso equilibrio al di là della palla che entra o esce. Ma con la differenza che fa vincere o perdere dopo sei sconfitte di fila, non ci si può fare.

venerdì 6 gennaio 2017

Cosa lascia alla Mens Sana la peggiore sconfitta stagionale

Un anno fa a Latina girò la stagione della Mens Sana. Deve farlo anche dopo questo -25, il doppio della peggior sconfitta fin qui, il -13 dell'andata a Scafati esattamente un girone fa. Deve farlo perché è la fotografia di una squadra che - non per menefreghismo, ma per uno scollamento totale - si è smontata. E da qui in poi va rimontata. Magari in maniera diversa da inizio stagione, perché diversi sono gli equilibri tecnici interni rispetto ad allora. Ma sicuramente rimontata.

mercoledì 4 gennaio 2017

Le motivazioni che non motivano

Le motivazioni della Corte di Appello Federale sulla revoca dei titoli della Mens Sana e sulle sanzioni ai suoi dirigenti sono un documento (consultabile qui) lungo 50 pagine, in cui solo dopo 40 pagine di riassunto delle puntate precedenti, dalla 41 in poi si arriva alle argomentazioni. Non molto persuasive, talvolta spiegate non molto oltre un "perché è così", o di fatto proprio assenti su alcuni punti: basta confrontare gli argomenti delle difese con quanti di questi hanno effettivamente ricevuto una risposta nel merito.

La parte più interessante è la lettura delle argomentazioni portate dalle difese in questo secondo grado (qualche bignamino c'era già stato modo di abbozzarlo qui e qui). E analizzarle - opinione personale - alimenta la convinzione che basterebbe replicarle così come sono davanti al Coni invece che alla Fip perché di alcune venga stabilita la fondatezza.

martedì 3 gennaio 2017

Il vuoto

Dopo che la Mens Sana ha perso la quinta partita consecutiva, nessuno della società è andato a parlare con la squadra. Come era successo dopo la quarta, dopo la terza, e prima non c'è neanche bisogno di dirlo. Parlare con la squadra non vuol dire intervenire in maniera inopportuna su un gruppo di ragazzi che si sbatte e che di più non poteva fare in questo periodo. Se non è per dare una sveglia o uno stimolo, si può anche intervenire per far sentire la vicinanza, che c'è una società alle spalle, che apprezza e supporta il lavoro anche se in questo periodo non porta frutti.

Ma in qualsiasi posto in cui si perdono cinque partite la società batte un colpo. Magari anche il tifo organizzato, che l'anno scorso più o meno di questi tempi chiese un incontro alla squadra, quando il problema erano le vittorie in trasferta che non arrivavano, e non tutto lo psicodramma partito da febbraio e non ancora finito. Sì, c'è stata una visita del cda, di alcuni suoi esponenti, alla squadra, per gli auguri, e sarebbe sbagliato oltre che ingeneroso dire che è stata inutile, anzi. Ma è indicativa di un momento in cui si riesce ad arrivare fino a un certo punto, con la dedizione e la passione che tutti riconoscono. Ma poi gestire una società di basket è anche altro. 

giovedì 29 dicembre 2016

Ancora a secco: i 40 giorni nel deserto

Se il problema era essere stanchi, non sono serviti i 18 giorni passati dall'ultima partita. Se il problema era essere corti, non è servito aver preso Mascolo. A questo punto, alla quinta sconfitta di fila (84-75 sul campo della Virtus Roma, quello dell'ultimo scudetto vinto) e con una classifica che non si muove ormai da quasi 40 giorni, la Mens Sana deve ritrovarsi, deve ritrovare la strada, deve ritrovare un modo. Forse non manca tanto, dice il campo, ma serve la testa di chi deve ripartire da capo. Dalla ritrovata parità tra vittorie e sconfitte.